Par Julie Riolacci

Julie Riolacci présente Il giorno prima della felicità, le récit d’initiation de l’écrivain italien Erri de Luca qui nous plonge dans le Naples de l’après-guerre, publié aux éditions Feltrinelli et aux éditions Gallimard.

Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950 in una famiglia borghese, ma rifiuta il conformismo sociale e religioso. Nel 1968 aderisce a Lotta Continua. Il suo impegno politico nasce dal desiderio di giustizia sociale e di vicinanza ai lavoratori e agli emarginati.

Negli anni di piombo partecipa alle attività del movimento, senza mai entrare nella lotta armata. Rifiuta ogni incarico pubblico o accademico e decide di vivere del proprio lavoro manuale. Così, si trasferisce in Francia, dove lavora come operaio e camionista. Si tratta di scelta ideologica: voleva condividere la condizione operaia, vivere “dal basso” e guadagnarsi da vivere senza compromessi.

Negli anni Ottanta, De Luca parte come volontario in Iugoslavia, per motivazioni umanitarie e morali: voleva portare aiuti e testimoniare della sofferenza, e soprattutto, non voleva essere dalla parte del paese che bombardava. 

L’esperienza segna profondamente la sua scrittura, in cui spesso emergono la solidarietà, la lingua dei popoli e il ricordo delle guerre civili. In effetti, la sua vicinanza alle cause popolari si vede nella sua scrittura. Il giorno prima della felicità, pubblicato nel 2009, testimonia di tutte queste esperienze. 

Breve riassunto 

Il romanzo è ambientato a Napoli nel dopoguerra. Il giovane protagonista, ragazzo un orfano di cui il padre partigiano è stato fucilato dai tedeschi, è cresciuto da Don Gaetano, un uomo tuttofare in un grande caseggiato. cresce nei racconti della Resistenza fatti da Don Gaetano, che gli trasmette una memoria collettiva fatta di coraggio, solidarietà e dolore. Smilzo rappresenta la nuova generazione che deve scegliere se accettare l’ingiustizia o ribellarsi. In questo senso, il romanzo presenta una lotta interiore e morale. Il romanzo mescola formazione personale e memoria storica: la crescita individuale avviene attraverso il contatto con chi ha vissuto la lotta e la sofferenza collettiva. 

Si tratta quindi di un romanzo di formazione: l’io narrante impara crescendo. 

Felicità

Si intitola “il giorno prima delle felicità” perché il girono prima della liberazione della città, un ebreo nascosto da Don Gaetano aveva detto “Voglia il nostro che oggi sia il giorno prima della felicità”. E il giorno dopo, quella città che fino ad allora era stata occupata dai tedeschi, era libera. La felicità è intesa come libertà. 

Poi, Smilzo riprenderà la frase per conto suo. Per lui, la felicità si trova nell’amore. Il giorno prima della felicità è il giorno prima del primo incontro amoroso. La felicità viene considerata da diversi punti di vista: è associata sia alla libertà sia all’amore.

Però è fragile: scivola tra le mani, e per non soffrirne bisogna dimenticarsene il giorno dopo averla conosciuta. 

All’inizio del romanzo, la felicità e la libertà sono per Smilzo soltanto due parole. Crescendo, impara cosa sono realmente, provando la felicità e imparando l’importanza della lotta per la libertà. 

La città 

Il romanzo è ambientato nella Napoli del dopoguerra, una Napoli popolosa offesa dalla guerra e dall’occupazione, una Napoli che si ribella, una Napoli “che contiene tutte le epoche”, una Napoli nella quale si è alzato il vento della rivolta: on un vento che viene dal mare, ma delle profondità della città.

Napoli è presentata come una città ambigua, eroica, ma divisa tra forti contradizioni. In effetti, è caratterizzata dalla ribellione di fronte al nazismo, ma pure da un popolo incerto perché non istruito. Erri di Luca ci dice che durante la Resistenza, “La città sparò i colpi della libertà”. Però il protagonista ne scopre le contradizioni: “L’ho capita, la città: monarchica e anarchica. Voleva un re però nessun governo”.  Smilzo, sebbene orfano, non è figlio di nessuno. È figlio della città, figlio del popolo. 

La libertà 

I racconti di Don Gaetano sono centrati sulla lotta per la libertà. Don Gaetano è il custode di una giustizia non istituzionale ma umana. Insegna a Smilzo che “la libertà uno se la deve guadagnare e difendere”. Il messaggio del libro è che la libertà non viene data, ma che si costruisce attraverso la resistenza all’oppressione. Il romanzo riflette la visione politica e morale di Erri De Luca. 

In questa perspettiva, la morte del padre di Smilzo è simbolica: rappresenta il sacrificio degli uomini comuni che hanno combattuto per la libertà, e costituisce il legame morale che unisce il ragazzo alla generazione della Resistenza. Ognuno è segnato, nella sua storia personale e fino nel suo sangue, da questa lotta. Però, Erri De Luca ci mostra che questa lotta ha senso soltanto se viene condotta in comune: ne testimonia l’amicizia legata nella Resistenza tra il padre si Smilzo e Don Gaetano. Erri De Luca scrive che “le persone quando divertano popolo fanno impressione”. 

Umanità

Attraverso la memoria del trauma della guerra, Erri De Luca ci presenta un’umanità selvaggia e crudele, senza illusioni. In effetti, scrive che “l’umanità da dentro fa spavento, carne da arrossire all’inferno”.  La solidarietà non cancella la durezza della vita: non ha impedito la morte del padre di Smilzo. Erri De Luca ha una consapevolezza acuta del male. Don Gaetano, che conosce il male, la violenza e l’ingiustizia, ma senza diventare cinico, impara al ragazzo a guardare la realtà senza illusioni consolatorie. man mano che cresce, Smilzo scopre che l’esistenza è carne, sfida, sangue. Scopre che pure “la felicità costava sangue”. Scopre che l’amore, la libertà e la giustizia sono conquiste fragili, che la felicità non è uno stato permanente ma un momento raro, che va riconosciuto e vissuto sapendo che finirà. 

impara che la guerra è odio, passione, morte, ma anche in tempo di pace diventare adulti significa ancora odio, passione e pure morte.

Erri de Luca et Le jour avant le bonheur

Erri de Luca est né à Naples en 1950 dans une famille bourgeoise, mais il refuse le conformisme social et religieux. En 1968 il adhère à Lotta Continua. Son engagement politique nait du désir de justice sociale et d’un rapprochement avec les travailleurs et les marginaux. 

Durant les années de plomb, il participe aux activités de Lotta Continua, mais sans jamais entrer dans la lutte armée. Il refuse tout emploi académique et décide de vivre de son propre travail manuel. Ainsi, il déménage en France, où il travaille comme ouvrier et camionneur. Il s’agit d’un choix idéologique : il voulait partager la condition ouvrière, vivre « par le bas » et gagner sa vie sans compromissions. 

Dans les années 1980, De Luca s’engage comme volontaire en Yougoslavie pour des raisons humanitaires et morales : il voulait venir en aide et témoigner de la souffrance, mais surtout, il ne voulait pas être du côté du pays qui bombardait. 

Cette expérience marque profondément son écriture, caractérisée par les thèmes de la solidarité, de la langue des peuples et le souvenir des guerres civiles. En effet, sa défense des causes populaires marque son écriture. Il giorno prima della felicità, publié en 2009, témoigne de toutes ces expériences. 

Bref résumé

 

L’histoire se passe à Naples, à la sortie de la Deuxième Guerre mondiale. Le jeune protagoniste, orphelin dont le père, résistant, a été fusillé par les allemands, est élevé par Don Gaetano, un homme à tout faire dans un grand immeuble. Smilzo grandit dans les récits de la Résistance de Don Gaetano, qui lui transmet une mémoire collective composée de courage, de solidarité et de douleur. Smilzo représente la nouvelle génération qui doit choisir entre accepter l’injustice ou se rebeller. Dans ce sens, le roman présente une lutte intérieure et morale. Il mêle formation personnelle et mémoire historique : le développement personnel se fait à travers le contact de qui a vécu la lutte et la souffrance collective. 

Il s’agit donc d’un roman de formation : le « je » marrant apprend en grandissant. 

Le Bonheur 

Le titre « il giorno prima della felicità » vient du fait que la veille de la libération, un juif caché par Don Gaetano avait dit : « que notre Seigneur veuille qu’aujourd’hui soit la veille du bonheur ». Et le lendemain, la ville, qi jusqu’à alors avait été occupée par les nazis, était libérée. Le bonheur est aussi intense que la liberté. 

Ensuite, Smilzo reprend cette phrase à son propre compte. Pour lui, le bonheur se trouve dans l’amour. La veille du bonheur est la veille de son premier amour. 

Le bonheur est donc envisagé selon différents points de vue : il est associé aussi bien à la liberté qu’à l’amour.

Mais il est fragile : il glisse entre nos mains, et pour ne pas en souffrir il faut l’oublier le lendemain, après l’avoir connu. 

Au début du roman, la liberté et le bonheur ne sont que deux mots pour Smilzo. En grandissant, il apprend ce qu’ils sont vraiment, en éprouvant le bonheur et en apprenant l’importance de la lutte pour la liberté.

La ville 

Le roman se déroule à Naples, une Naples populaire et blessée par la guerre et l’occupation, une Naples qui se rebelle, « qui contient toutes les époques », une Naples dans laquelle le souffle de la révolte s’est levé : un souffle qui ne vient pas de la mer, mais du plus profond de la ville. Naples est présentée comme une ville ambiguë, héroïque mais pleine de contradictions. En effet, elle est caractérisée par la rébellion face au nazisme, mais aussi par un peuple incertain car non instruit.

Erri de Luca nous dit que pendant la résistance, « la ville tira les coups de fusil de la liberté ». Pourtant, le protagoniste en découvre les contradictions : « je l’ai comprise, la ville : monarchique et anarchiste. Elle voulait un roi, mais aucun gouvernement ». Smilzo, bien qu’orphelin, n’est pas le fils de personne. Il est le fils de la ville, fils du peuple. 

La liberté

Les récits de Don Gaetano sont centrés sur la lutte pour la liberté. Don Gaetano est le gardien d’une justice non institutionnelle, mais humaine. Il apprend à Smilzo que « la liberté, on doit la gagner et la défendre ». Le message du livre est que la liberté n’est pas donnée, mais qu’elle se construit, qu’elle se conquiert, à travers la résistance à l’oppression.  Le roman reflète donc la vision politique et morale de Erri de Luca.

Dans cette perspective, la mort du père de Smilzo est symbolique : elle représente le sacrifice des hommes communs qui se sont battus pour la liberté, et elle constitue le lien moral qui unit l’enfant à la génération de la Résistance. Chacun est marqué, dans son histoire personnelle et jusque dans son sang, par cette lutte. Pourtant, Erri De Luca nous montre que cette lutte a un sens seulement si elle est menée en commun : la preuve en est l’amitié liée durant la Résistance par Don Gaetano et le père de Smilzo. Erri de Luca écrit « les personnes, quand elles deviennent peuple, sont impressionnantes ». 

L’humanité

À travers la mémoire et le traumatisme de la guerre, Erri de Luca présente une humanité sauvage et cruelle, sans illusions. En effet, il écrit « l’humanité, à l’intérieur, épouvante, chair à bruler en enfer ». La solidarité n’efface pas la dureté de la vie : elle n’a pas empêché la mort du père de Smilzo. Erri de Luca a une conscience profonde du mal. Don Gaetano, qui connait le mal, la violence et l’injustice, mais sans devenir cynique, apprend à Smilzo à regarder la réalité sans illusions consolantes. Au fur et à mesure qu’il grandit, Smilzo découvre que l’existence est chair, défi, sang. Il découvre que l’amour, la liberté et la justice sont de fragiles conquêtes, que le bonheur n’est pas un état permanent mais un moment rare, qui doit être reconnu et vécu en sachant qu’il finira. Il apprend que la guerre est haine, passion, mort, mais qu’en temps de paix devenir adulte signifie encore haine, passion et mort.  

En savoir plus

Erri de Luca, Il giorno prima della felicità, Milan, Feltrinelli, 2008 ; Le jour avant le bonheur, trad. Danièle Valin, Paris, Gallimard, coll. « Du monde entier », 2010.


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